Aquaponix

Il cibo del futuro

L’acquaponica fa un altro salto in avanti con Aquaponix!

Chi?

Per evitare ogni ulteriore spreco d’acqua delle coltivazioni agricole moderne, il professore Alessandro Arioli pensa a come ottimizzare le risorse e valorizzare la biodiversità, fondamentale per la flora e la fauna in natura.

Perché Aquaponix?

Alessandro, C.E.O. di D.A.F.E.E.S. (Dipartimento di Scienze Ambientali, Agricole,Food ed Energia da Fonti Rinnovabili) oltre ad aver realizzato oltre 300 progetti ambientali tra Asia, Europa e Africa, ha infatti trovato la ricetta segreta per far funzionare il ciclo di piante e pesci a contatto più stretto che mai, in modo da creare la migliore sinergia possibile del sistema!

Ma come?

Eliminando gli inerti e il filtraggio dell’acqua, mettendo così le piante in contenitori direttamente a contatto con la vasca dei pesci! (Facilissimo, no?).

Il sistema di Aquaponix ®️©️ (brevettato e con marchio registrato) è innanzitutto statico:

  • Non prevede l’utilizzo di fitofarmaci;
  • Sostenibile con un ridotto impatto ambientale;
  • Non ha nessuno scarico;
  • Non prevede l’utilizzo di pompe idriche;
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Come funziona?

Si basa su delle vasche, indipendenti tra loro e separate (composte di materiali Food Grade certificati), contenenti l’acqua e nutrienti, nelle quali vivono i pesci (10/15 al mq) in modo da creare un equilibrio batterico generante così un “effetto stagno”.

Il controllo termico è dato dalla quantità d’acqua e dallo scambio termico naturale con il terreno.

Il riciclo è gestito dalla biodiversità e dalla simbiosi mutualistica di pesci e piante. Questi, nella fattispecie, hanno il compito di depurare l’acqua e riequilibrare il micro-sistema della vasca.

La coltivazione

Sulla superficie del “cuscino d’acqua” creatosi nella vasca, e di altezza 30-40 cm (a seconda delle esigenze termiche e della collocazione geografica), vengono poste apposite “zattere galleggianti” dentro le quali sono introdotte le piantine di varie colture (alloggiando le “zollette” radicali negli appositi alveoli che suddividono la superficie di ogni zattera).

I pesci

Sotto le zattere nuotano in totale libertà i pesci erbivori, selezionati in quanto a specie e varietà, in modo da ottenere un rapporto simbiotico e sinergico dei pesci stessi con l’apparato radicale delle piante coltivate.

I pesci si nutrono delle radici delle piante: le radici vengono ri-emesse giornalmente in sostituzione di quelle mangiate dai pesci, in tal modo viene esclusa la possibilità di insediamento di malattie radicali (le più pericolose nei sistemi di coltivazione fuori-suolo).

Il tutto si mantiene in perfetto equilibrio in grado così di reagire e auto-stabilizzarsi in caso d’ingresso di eventuali patogeni.

La biodiversità così è molto sviluppata, ed è proprio il fattore di punta di questo sistema che ambisce a ottimizzare e valorizzare le risorse.

Nelle tecniche fuori suolo come l’irrigazione e goccia o l’idroponica, questo aspetto non è così avanzato, quindi si può riscontrare una produzione più abbondante, ma questo però, sfavorisce la biodiversità e produce vegetali con qualità organolettiche non ottimamente pronunciate e valorizzate come nell’acquaponica.

Quindi?

Riassumendo, si può dire che nelle vasche di Aquaponix i pesci si nutrono delle radici delle piante e le piante purificano l’acqua ai pesci che, quindi, hanno una continua formazione di nuovi peli radicali, il che significa che saranno riscontrabili:

  • Maggiore crescita;
  • Maggiore efficienza;
  • Nessuna malattia;

La lattuga, con questo sistema completamente acquaponico, produce 264 cespi all’anno per mq, abbreviando il ciclo di circa 10 giorni (come se un mq producesse un cespo e mezzo al giorno).

In due anni di coltivazioni comparative si sono potuti notare rispetto a una normale coltura a suolo una crescita:

  • Uniforme;
  • Più sana;
  • A tempi ridotti;
  • Con maggiore densità per superficie;

Gli indici qualitativi delle analisi di laboratorio indicano che il prodotto finale presenta caratteristiche organolettiche esaltate, infatti gli Chef che hanno già testato la qualità delle materie prime coltivate, (escludendo la nostra esperienza personale) confermano il sapore e l’incomparabile croccantezza degli ortaggi.

Aquaponix Acquaponica.blog

Il sistema di vasche Aquaponix è in grado quindi di produrre:

  • Insalate stagionali di numerose varietà, nell’arco dei dodici mesi;
  • Zucchine stagionali;
  • Pomodori (cicli primaverili-estivi autunnali senza riscaldamento;
  • Micro-melanzane;
  • Sedano;
  • Spinaci;
  • Coste;
  • Broccoli;
  • Carote;
  • Peperoncini;
  • Basilico;
  • Zafferano;
  • Fiori eduli;
  • Erbe aromatiche.

Peculiarità

Con questo sistema innovaivo rispetto alla concorrenza ed analizzando i campioni di laboratorio, si è potuto constatare che in tutte le piante coltivate si sono attivati dei “pulsanti” nel DNA della pianta.

Cosa significa?

Ciò sognifica che con i brevetti in acquaponica di Aquaponix, le piante sprigionano naturalmente delle qualità organolettiche ed estetiche ancestrali e superiori che erano andate smarrendosi con gli allevamenti nei terreni agricoli inquinati ed esausti dei giorni nostri.

Quindi: le piante richiamano all’interno del loro DNA l’essenza della fragranza e texture reali come madrea natura le ha create!

Obiettivi aziendali

Aquaponix pensa in grande!

La missione aziendale è quella di riuscire a realizzare un collegamento diretto tra il luogo di produzione e quello di consumazione (B2B), eliminando così l’intermediario tra produttori e fruitori professionali.

Acquaponica, ristorazione e cucina

Lo Chef quindi, con estrema gioia, potrà contare su una produzione efficente e biologica a ritmi stabili, essendo così partecipe direttamente in prima persona al processo di coltivazione ed allevamento dei vegetali e dei pesci necessari in cucina, accordandosi così direttamente con il produttore!

Servizi

Per attuare tutto ciò l’azienda è disponibile a fornire molti servizi, tra i quali:

  • Sistema impianto“chiavi in mano”, sia per impianti professionali agricoli sia per impianti hobbystici in “Urban Farming”;
  • Corso di uso e manutenzione per gli utenti di 16 ore, diviso in 8 teoriche e 8 in campo;
  • Collaudo;
  • Assistenza al primo riempimento e servizio post-vendita;
  • Garanzia per la durata della vita degli impianti;

E come disse il prof. Alessandro Arioli:

“La domanda non è quanto costa, ma quanto rende alla fine.”

Vuoi saperne di più? Scrivici!