BlueGrass

Cos’è Bluegrass?

Bluegrass è un progetto di ricerca finanziato da INTERREG, un programma sovvenzionato dal Fondo europeo per lo sviluppo e la cooperazione fra regioni (FESR).

Il progetto mira alla promozione e sviluppo di un agroalimentare verde e sano mediante lo studio della tecnica acquaponica.

Interreg e BlueGrass

La ricerca è basata sui principi di crescita verde e di economia circolare. Prevede infatti il sostegno e l’attività di comunicazione tra amministrazioni locali e regionali.

Il proposito è dunque quello di sviluppare nuove idee creando progetti ambientali, innovativi e sostenibili.

Come largamente esplicitato su questo blog, l’acquaponica offre moltissimi vantaggi.

A partire da quelli produttivi fino a quelli ecologici, nonchè benefici di tipo qualitativo e sociale.

Lo conferma il fatto che anche l’Unione Europea se n’è accorta!

Obiettivi

Il fine è quello di favorire lo sviluppo congiunto di tecnologie di produzione verdi ed innovative, basate sui principi di economia circolare e simbiosi.

In maniera più approfondita, il progetto si pone di:

  • Valutare l’interesse, ovvero i bisogni dei produttori attraverso un’analisi di mercato;
  • Coinvolgere gli agricoltori, allevatori e ricercatori allo scopo di creare sinergie;
  • Testare il funzionamento di 2 impianti pilota in acquaponica (Italia e Slovenia) con differenti schemi e tecniche;
  • Aumentare la consapevolezza del consumatore, realizzando così attività didattiche e dimostrative.

Dove? 

I due impianti sono stati realizzati e resi operativi nel corso del 2018 presso le due cooperative aderenti al consorzio: KZ-Agraria (Koper-Purissima), in Slovenia, ed Agroittica Friulana a Palse di Porcia, Pordenone.

Tra gli stakeholders coinvolti troviamo produttori e istituzioni, esperti nei diversi settori della produzione primaria, ma non di meno partecipano anche consumatori e altri soggetti.

Partner del progetto

Per il corretto avvio degli impianti, è stato composto un consorzio di 5 partners:

Analisi di mercato

Bluegrass fra i vari interessi, ha inizialmente condotto un’ampia analisi di mercato per il settore acquaponica.

Lo scopo della ricerca è stato quello di:

  • Definire il mercato potenziale dei prodotti d’acquaponica nelle zone interessate dal progetto;
  • Valutare l’interesse dei consumatori di prodotti agricoli e pesci di acqua dolce;
  • Determinare i bisogni territoriali dei produttori in acquaponica;
  • Coinvolgere agricoltori, allevatori e ricercatori.

Life Cycle Assessment

Fra le altre cose è stata studiata anche l’analisi del ciclo di vita degli impianti (LCA).

Questo metodo standardizzato viene usato per quantificare i potenziali impatti sull’ambiente e sulla salute umana. Come ad esempio il consumo di risorse e il problema delle emissioni nell’allestimento di una serra.

Viene dunque analizzata l’impronta ambientale, contabilizzando tutto ciò che serve per l’erogazione del medesimo.

Dalle fasi di estrazione delle materie prime alla sua produzione, dalla sua distribuzione ed uso fino dismissione finale, restituendo i valori di impatto ambientali associati al suo ciclo di vita.

Gli impianti BlueGrass

Definire e comprendere al meglio come realizzare un impianto che sia scalabile e ripetibile matematicamente è stato uno dei compiti dei ricercatori coinvolti.

A tale scopo è stato formato un team work per la progettazione e per la messa a punto dei sistemi acquaponici.

Uno degli allestimenti ad esempio, è stato realizzato mediante l’utilizzo di due container che non sono ancorati al terreno.

Così facendo infatti, non è stata resa necessaria una concessione da parte del comune per la costruzione.

Così facendo l’impianto risulta coniabile su larga scala, permettendo di offrire il massimo rendimento e rendendolo adattabile a vari ambienti e utilizzi

La struttura

Per illustrare il progetto dell’impianto acquaponico, avviene una separazione dei moduli nelle vasche dei pesci da quello delle piante.

Questo perché nel caso si dovessero verificare dei guasti, delle malattie o altri problemi, si ha la possibilità di isolarli l’uno dall’altro.

La serra BlueGrass realizzata presso l’azienda agricola Agroittica Friulana prevede pertanto un modulo RAS (Recirculating Aquaculture System) completamente coibentato e privo di aperture, che comprende:

  • Le vasche di allevamento del pesce;
  • Il sistema filtrante e disinfettante;
  • Il condizionamento della temperatura dell’acqua;
  • Monitoraggio dei parametri fisico-chimici di base;
  • Un sistema di pompaggio dell’acqua.

RAS (Recirculating Aquacolture System)

Attualmente negli impianti Bluegrass sono già stati testati il Persico Reale, il Persico Spigola, il Persico Trota, la Tinca ed il Pesce Gatto.

Il sistema è dotato di due linee parallele, il percorso dell’acqua è così costituito da:

  1. Vasche d’allevamento dei pesci;
  2. Due pompe di sollevamento e una di spinta, che garantiscono il costante flusso di acqua tra le varie componenti dell’impianto;
  3. L’acqua circola poi alla vasca SUMP collettrice dell’acqua “esausta” proveniente dalle vasche;
  4. Il filtro a sabbia viene invece utilizzato per rimuovere il particolato solido dal flusso idrico;
  5. Uno scambiatore termico per condizionare la temperatura dell’acqua nel sistema;
  6. Una lampada UV per operare una disinfezione a raggi ultravioletti dell’acqua;
  7. Una vasca utilizzata come bio-filtro. In essa è contenuto il polietilene (PHDE vergine) che consente il corretto livello di ossigenazione per sviluppare le comunità batteriche adatte alla decomposizione dei composti azotati contenuti nell’acqua delle vasche dei pesci;
  8. Un sensore di temperatura ed un sensore per l’ossigeno disciolto (DO) che misurano in continuo e inviano i dati ad una centralina programmata mediante software;
  9. Una vasca di distribuzione dalla quale fuoriesce l’acqua filtrata meccanicamente e biologicamente per raggiungere la serra e le vasche del pesce;
  10. Il sistema di recupero dell’acqua con controlavaggio dei filtri a sabbia.

La Serra

Il modulo serra delle piante (container) è composto di pannelli in policarbonato alveolare trasparente, affinché sia garantita la trasmissione della luce.

Nella serra a Paese (PN) si sono usati vari sistemi e schemi di coltivazione differenti per le piante, tra cui:

  • MFB (Media Filled Bed);
  • NFT (Nutrient Film Technique);
  • Aeroponica;
  • Verticale.

Per gli ortaggi sono state invece provate molte piante, dalle aromatiche al luppolo, dai piccoli frutti come la fragola fino ai fiori ornamentali, ma anche germogli e altri innesti vari.

Anche la serra è dotata di due linee indipendenti, a loro volta collegate alla linea RAS, costituite da:

  • 5 vasche per la coltivazione in DWC o Raft;
  • 3 canalette per la coltivazione Media Filled Bed, in cui viene impiegata perlite o argilla come substrato; una di queste canalette viene utilizzata come sistema NFT;
  • Una torre verticale in cui sono inserite le piante, utilizzata per un sistema di coltivazione ibrido.

La porzione della serra dedicata al sistema Deep Water si sviluppa su due livelli verticali ed è dotata di un’impianto di illuminazione.

Le due linee sono dotate di controllo del pH mediante una pompa pre-riscaldata collegata ad un dosatore, che ne misura il corretto dosaggio, correggendolo se necessario.

Proposta per una Rete d’impresa

Trattandosi di una tecnica emergente, uno degli scopi è stato anche quello di  sensibilizzare e apprendere il più possibile dai futuri consumatori e produttori.

A tale scopo, Bluegrass ha proposto ai soggetti presenti alla conferenza del 15 aprile 2019 di realizzare una rete d’impresa in Italia per le aziende che operano nel settore delle coltivazioni fuori suolo.

La rete infatti, mira a raccogliere suggerimenti utili all’impegno legislativo, per implementare maggiormente le tecniche soilfree in Italia.

Come? Apportando le conoscenze e le esperienze dei Paesi europei ed extra europei, così da contribuire anche alle attività di associazione imprenditoriale e di settore.

Altra finalità è invece di facilitare il contatto con le Aziende private che contribuiscono alla realizzazione degli impianti di acquaponica, idroponica e acquacoltura, in particolare nei settori di:

  • Energia;
  • Gestione dell’acqua;
  • Mangimi;
  • Serre con materiali riciclabili;
  • Packaging;
  • Marketing.

In conclusione

Per riassumere, con questa tecnica non vengono usati diserbanti o disinfettanti né fertilizzanti chimici.

Gli unici additivi sono soluzioni a bassa concentrazione di microelementi per la salute di pesci e piante.

Rispetto ai sistemi agricoli tradizionali, l’acquaponica consente dunque di ridurre i consumi d’acqua e di riciclare gli scarti organici derivati dalle attività di acquacoltura.

A questo link potrete inoltre trovare il flipbook della conclusione del progetto.


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