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Qual è il corretto codice ateco da utilizzare in acquaponica?

Prima dell’estate ci siamo lasciati con un articolo sul Decreto Rilancio. Parlava della possibilità di avere la classificazione con codice ATECO per le tecniche di agricoltura fuori come l’acquaponica e l’idroponica.

Ormai lo sappiamo, uno degli ostacoli da superare per la corretta redazione del nostro business plan e l’avvio dell’azienda, è proprio la definizione del codice Ateco, con la conseguente confusione che l’acquaponica genera presso le amministrazioni e gli enti locali.

Ora però le cose stanno cambiando. Entriamo nel dettaglio.

Cos’è il codice Ateco

Il codice Ateco è una combinazione alfanumerica che identifica una ATtività ECOnomica, necessario per l’apertura di una partita IVA. Le lettere individuano il macro-settore economico, mentre i numeri rappresentano, con diversi gradi di dettaglio, le specifiche sottocategorie dei settori stessi. È quindi una classificazione delle attività economiche usata per fini statistici, fiscali e contributivi.

Apertura di un’attività acquaponica e idroponica: com’è stato fino ad ora

L’acquaponica, essendo una tecnica simbiotica di acquacoltura e idroponica, non era ancora stata catalogata né citata all’interno di questa classificazione. Questo perché, fino ad ora, il codice per le coltivazioni era stato organizzato per tipologia di coltivazione, piuttosto che per tecnica produttiva. La distinzione era così fatta tra le coltivazioni “a campo aperto” e quelle “in serra”.

Una nota del Decreto Rilancio puntualizza però che: “pur non essendo state specificate, acquaponica e idroponica erano già implicitamente classificate nella sezione A (AGRICOLTURA, SILVICOLTURA E PESCA) della classificazione ATECO versione 2007”.

Ciò però non è del tutto vero, in quanto gli enti locali al momento della reale classificazione, risultavano in difficoltà di fronte alla classificazione per l’acquaponica. Non sapendo come classificarla (come attività agricola o attività di acquacoltura) si correva il rischio di cadere nel limbo della tanto temuta burocrazia italiana.

I nuovi codici Ateco: una premessa

Ma qual è allora il codice ATECO da usare per chi vuole realizzare un’azienda di produzione che utilizzi la tecnica acquaponica?

Una premessa: le note aggiunte per l’acquaponica riguardano la distinzione in base all’output principale dell’attività. Il codice Ateco per l’acquaponica (che sarà disponibile dal 1° gennaio 2021) verrà pertanto distinto come segue:

  1. Codice Ateco per l’acquaponica se le coltivazioni agricole rappresentano il principale output dell’attività.
  2. Codice Ateco per l’acquaponica se l’attività di acquacoltura rappresenta il principale output dell’attività.

Cosa significa? Significa che la classificazione del codice verrà fatta in base all’output dell’attività. Per spiegare meglio: le aziende agricole che utilizzano il metodo acquaponica e hanno come principale output l’attività agricola, si avrà un codice, mentre se il principale output sarà l’attività di acquacoltura, se ne avrà un altro.

Codici Ateco per l’acquaponica:

Solo se le coltivazioni agricole rappresentano il principale output dell’attività

Venendo al dunque, possiamo infatti vedere come l’ISTAT abbia apportato le seguenti modifiche, aggiungendo nella sezione A-01 (AGRICOLTURA, SILVICOLTURA E PESCA) la seguente nota esplicativa:

[...] Questa divisione include l’acquaponica, un sistema produttivo che prevede la produzione combinata di prodotti agricoli e prodotti della pesca: le attività che utilizzano tale tecnica sono classificate nella divisione 01 solo se le coltivazioni agricole rappresentano il principale output dell’attività, altrimenti sono classificate nel gruppo 03.2.

Il codice in questo caso sarà quindi uno di questi due:

  • 01.13.21. Coltivazione di ortaggi (inclusi i meloni) in foglia, a fusto, a frutto, in radici, bulbi e tuberi in colture protette fuori suolo (escluse barbabietola da zucchero e patate):
    • Coltivazione fuori suolo (inclusa coltivazione idroponica e acquaponica) di ortaggi in foglia o a fusto come: carciofi, asparagi, cavoli, cavolfiori e broccoli, lattuga e cicoria, spinaci, finocchi, sedano, altri ortaggi in foglia o a fusto.
    • Anche Coltivazione fuori suolo (inclusa coltivazione idroponica e acquaponica) di ortaggi a frutto come: cetrioli e cetriolini, melanzane, pomodori, peperoni, zucchine, fagiolini, angurie, meloni (cantalupo), altri meloni e vegetali da frutto.
    • Coltivazione fuori suolo (inclusa coltivazione idroponica e acquaponica) di ortaggi in radici, bulbi o tuberi come: carote, rape, ravanelli, aglio, cipolle (incluso lo scalogno), porro e altri vegetali agliacei, altre radici, bulbi o tuberi.
    • Coltivazione fuori suolo (inclusa coltivazione idroponica e acquaponica) di granoturco dolce – coltivazione fuori suolo (inclusa coltivazione idroponica e acquaponica) di funghi e tartufi.
    • Produzione fuori suolo (inclusa coltivazione idroponica e acquaponica) di sementi (esclusi i semi di barbabietola da zucchero, esclusi i semi delle altre barbabietole) .
    • Coltivazione fuori suolo (inclusa coltivazione idroponica e acquaponica) di altri ortaggi.
  • 01.19.21 Coltivazione di fiori in colture protette fuori suolo:
    • Coltivazione fuori suolo (inclusa coltivazione idroponica e acquaponica) di fiori.
    • Produzione fuori suolo (inclusa coltivazione idroponica e acquaponica) di sementi per fiori.
    • Produzione fuori suolo (inclusa coltivazione idroponica e acquaponica) di fiori recisi

Solo se l’attività di acquacoltura rappresenta il principale output dell’attività

Mentre nella sezione A-03 è stata aggiunta la seguente nota esplicativa, opposta a quella precedente:

[...]Questa divisione include le coltivazioni di colture fuori suolo, inclusa idroponica e acquaponica; l’acquaponica rappresenta un sistema produttivo che prevede la produzione combinata di prodotti agricoli e prodotti della pesca: le attività che utilizzano tale tecnica sono classificate nella divisione 01 solo se le coltivazioni agricole rappresentano il principale output dell’attività, altrimenti sono classificate nella divisione 03.

Il relativo codice Ateco sarà pertanto:

  • 03.22.00 Acquacoltura in acque dolci e servizi connessi.
    • Allevamento di pesci in acque dolci, incluso l’allevamento di pesci ornamentali.
    • Allevamento di crostacei, bivalvi, altri molluschi e altri animali acquatici d’acqua dolce.
    • Gestione di vivai (in acque dolci).
    • Allevamento di rane.
    • Allevamento di pesci e di altri animali acquatici d’acqua dolce effettuato mediante l’utilizzo di processi di acquaponica.

Quindi quale codice dovrò adottare per la mia azienda acquaponica?

In sostanza, ci viene chiesto di determinare quale sarà il principale output della produzione, così facendo sarà possibile capire quale sarà la fonte di guadagno principale della nostra azienda.

Sicuramente possiamo considerare questa classificazione come un passo avanti per l’acquaponica e le coltivazioni fuori suolo. Ciò permetterà di ottenere bandi e concorsi specializzati, contribuendo all’espansione di questa tecnica.

L’inserimento dei nuovi codici sarà in vigore dal 1° gennaio 2021.

Codice ateco per l'acquaponica, idroponica e coltivazioni fupri suolo in vigore da 2021
Fonti e file

https://www.istat.it/it/files/2011/03/note_esplicative_ateco.pdf