Giornata mondiale alimentazione

Oggi 15/10/2019 è la giornata mondiale dell’alimentazione, indetta allo scopo di sensibilizzare i cittadini verso lo spreco alimentare e la malnutrizione.

Raggiungere l’obiettivo “Fame Zero” non significa soltanto combattere la fame, ma anche nutrire le persone e il nostro pianeta.

La Giornata Mondiale dell’Alimentazione di quest’anno richiama l’attenzione di tutti i settori affinché tutti abbiano accesso a diete sane e sostenibili. Al tempo stesso, chiede a tutti di iniziare a riflettere su ciò che mangiamo.

FAO

Questo anno più che mai, si festeggia una ricorrenza che si celebra per ricordare l’anniversario della data di fondazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) istituita in Québec il 16 ottobre 1945.

La lotta alla fame

Al centro del World Food Day (giornata mondiale dell’alimentazione) spicca il tema “Zero Hunger” (“Zero fame”), il secondo dei 17 obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile che compongono l’Agenda 2030 e che dunque si pongone come modello quello di raggiungere un futuro migliore e più sostenibile.

Purtroppo ancora 821 milioni di persone soffrono la fame in tutto il mondo e 1 persona su 3 è mal nutrita, questo è quanto dichiarato pochi giorni fa un rapporto della FAO. E sfortunatamente negli ultimi tre anni il loro numero è tornato a crescere, recuperando i livelli di dieci anni fa.

Il Food Security Information Network, nel Rapporto globale sulle crisi alimentari, ci dice che più di 113 milioni di persone in 53 paesi del mondo nel 2018 sono state colpite da gravissime crisi alimentari o sono state vittime di fame e malnutrizione acuta.

Dai conflitti e le guerre, spesso di natura etnica, ai fenomeni climatici estremi, dalle politiche economiche globali e la corruzione locale, le cause sono numerose. Fortunatamente alcuni di loro sono sopravvissuti grazie alla distribuzione d’urgenza di cibo e generi di prima necessità.

cibo

Una corretta alimentazione

L’alimentazione di oggi non è la stessa che avevano i nostri predecessori anni fa.

Infatti siamo passati dagli alimenti di stagione, soprattutto verdure e prodotti ricchi di fibre, a diete troppo ricche di calorie e ad elevato contenuto di amidi raffinati, zucchero, grassi, sale, prodotti trasformati, carne e altri alimenti di origine animale.

Ai giorni d’oggi oltre 672 milioni di adulti e 124 milioni di giovani tra i 5 e i 19 anni sono obesi, e oltre 40 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni sono in sovrappeso.

La dieta scorretta unito ad uno stile di vita sedentario, ha superato infine il fumo come causa principale di morte e disabilità, tra cui patologie cardiovascolari, diabete e alcuni tipi di cancro.

Lo spreco alimentare

Circa il 14% di tutto il cibo prodotto al mondo diventa immangiabile prima ancora di raggiungere gli scaffali di negozi e supermercati.

Secondo il nuovo rapporto della FAO, che sostituisce il precedente del 2011 dove si stimava che addirittura 1/3 del cibo prodotto al mondo veniva sprecato, si ricava che uno dei problemi maggiori insorge “sul campo” delle aziende produttrici, dunque durante le fasi di stoccaggio o di trasporto.

In Italia

Lo spreco alimentare in Italia vale lo 0,88% del Pil.

La stima è di oltre 15 miliardi di €, ovvero la somma dello spreco alimentare di filiera (produzione – distribuzione). Complessivamente stimato in oltre 3 miliardi €, cioè il 21,1% del totale. Lo spreco alimentare domestico reale, cioè quello misurato nelle case degli italiani attraverso il test dei Diari di Famiglia, che rappresenta quindi i 4/5 dello spreco complessivo di cibo in Italia e vale 11.858.314.935 €.

Workshop l'ABC dell'Alimentazione: una serata con la Nutrizionista

La media totale di rifiuti alimentari per persona all’anno è di 97 kg, invece si potrebbero “risparmiare” in media 27 kg per persona all’anno di rifiuti derivanti dal cibo, e i principali prodotti sprecati sono la verdura, il pane e frutta

I danni del sistema alimentare sul pianeta

I danni causati dal sistema alimentare sul pianeta potrebbero aumentare dal 50 al 90% a causa del consumo di alimenti trasformati, carne ed altri prodotti di origine animale nei paesi a basso reddito

Ci fa riflettere anche il fatto che delle 6000 specie di piante coltivate per ottenere alimenti nel corso della storia e dell’umanità, ad oggi solamente 8 di loro ci riforniscono più del 50% delle nostre calorie giornaliere. Pertanto anche la biodiversità risente di questa condizione produttiva che sta diventando sempre più insostenibile

L’acquaponica come alternativa

Può dunque l’acquaponica essere una soluzione valida contro lo spreco di risorse come cibo e acqua, garantendo una filiera più corta e ottimizzando le perdite del raccolto? Cosa ne pensate?

Condividi e commenta in fondo all’articolo!

Fonti: